…in risposta. la mia amica Katia…

Caro contatto di Facebook di Gabriele Lele Mastroleo che lo esorti a non essere volgare nei suoi post, hai mai letto uno dei suoi versi? Ne hai mai colto la struggente dolcezza, la mitezza, la profondità, il candore? E’ come accarezzare il viso di un bambino, odorare il profumo nuovo e fresco della sua pelle. E’ come sentire l’odore del mare e la salsedine sulla pelle senza averlo mai visto. E’ come ritrovarsi in un cortile di una casa salentina e commuoversi per la memoria delle immagini che Lele sa evocare, è come contare le pietre sapientemente posate di un muretto a secco al limitare di una campagna salentina… e ogni pietra ha un suo senso… preciso nel momento in cui è stata posata da mani sapienti e antiche, mani callose, nervose e con le dita piegate dalla fatica e non mani di un impiegato che batte tasti su una tastiera. Caro contatto facebook di Lele… sappia leggere oltre le parole, sappia cogliere l’anima di un uomo che nulla ha da invidiare alla penna più fine della poesia e nel dirlo col suo modo bruto egli sa far vibrare l’anima e non solo la mia!!! E comunque… Lele a noi piace un sacco così… perchè le cose migliori sono quelle dalla scorza dura. Si deve solo aver il coraggio di cercare più a fondo della scorza, dell’apparenza… laggiù nella profondità dell’anima. Abbia questo coraggio!…

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...salentino e poco altro...
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