…il complesso…

 

…sono a casa, in accappatoio, mentre scrivo il romanzo nuovo quando suonano alla porta. È Gesù. Ha appoggiato la croce vicino alla porta dell’ascensore. “Fammi entrare”. Si siede sul divano, “continua”, mi dice indicando il portatile. Io mi siedo al computer e mi rimetto a scrivere. Dopo pochi minuti suonano di nuovo alla porta. Vado ad aprire: è Freud. “Buongiorno”, mi dice, entra e va a mettersi vicino alla libreria, “prego, prego”, mi dice indicandomi il portatile. Io ritorno a scrivere. Sono indeciso su un passaggio quando interviene Freud, “i sensi di colpa non esistono, sono soltanto la proiezione del nostro complesso di Edipo, scrivi quella frase, non avere paura del sesso, scrivi e liberatene”, ma Gesù si alza dal divano, “no, ti sbagli, lui lo sa che se scrive quella porcheria andrà dritto all’inferno, la sua anima lo capisce”. Allora Freud tira fuori una pistola e spara a Gesù. Il corpo finisce capovolto sul tappeto, poi mi punta la pistola alla tempia e dice: “adesso scrivi quella cazzo di frase.”…

 

 

qui nell’Hotel Messico

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...salentino e poco altro...
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