…rimetti l’ora…

…rimetti in tasca il pugno, raccogli da terra il sangue,
chiudi l’uscio della casa paterna e vieni tra i tuoi sogni.
Piove come fosse notte sulla selva delle rondini,
mentre il volo della gazza si confonde alle parole,
e plana triste su un grido di bimbo lontano;
fuori il cielo si scolora tra le voci di un brigante
passato lungo l’argine di un mesto fiume,
lento ed inesorabile come qualunque inverno;
piove tra i muri a secco della vecchia pagliara
dove tremante di mani e di sguardi baciasti
quell’ulivo con due stupendi occhi verdi,
dove ti rimase tra le dita quel sapore di donna
quell’odore di vita e di terra rossa umida
che senti ancora tornare alcune notti
mentre accendi il sigaro tra le labbra
come in un vecchio quadro su in soffitta.

…riponi in tasca il pugno, getta il sasso tra gli scogli
 clandestino oramai dei tuoi stessi passi,
rimetti l’ora al tuo ritorno e conta gli alberi
che dal giardino di casa tua portano al mare,
confondi il volo di una rondine persa in cielo
con il vento, o un aquilone tra le tue mani di bimbo.

Quello che vorresti questa notte e non trovi le parole…

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Informazioni su lelemastroleo

...salentino e poco altro...
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Una risposta a …rimetti l’ora…

  1. è bellissima, anche se è una valutazione generica .. , ma, se posso, mi fa pensare a un passato che impedisce il futuro , ma poi chi sa se esiste il futuro.. ciao Lele.

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