…ridatemi un tempo…

…ed io dovrei partire, per giungere dove?

laggiù era notte prima che facesse buio,

ci salutavamo con un cenno dell’anima

e mettevamo ad asciugare i semi fuori


sul tetto del nostro ritrovarci, del nostro tornare.


noi che disegnavamo le ombre con il gesso


raccontandoci le monete chiuse nel palmo,


serrando le braccia come per non cadere


per strappare la cena calda ancora al mare.


laggiù era giorno prima che venisse l’alba,


con gli odori delle culle di origano e papavero,


calzoni e cosce aperte su una nuvola fatta in casa,


battevamo i piedi contro il muro prima di entrare,


bussavamo alle chiese chiuse alla controra,


regalavamo sassi e code nuove alla lucertola


smarriti su sentieri di lampioni rotti e primavere.


laggiù era terra di pietre irte, ritte sul secco del muro,


trionfanti di guerre colorate di spago e nastri di raso,


noi che nuotavamo le domeniche di camere d’aria,


con le pieghe del ginocchio segnate nel tufo,


attorno ad un braciere sotto le sedie impagliate,


a nasconderci il dolore con una preghiera ed un canto,


con un foglio di carta straccia da offrire al vento,


con un pezzo di carta da sventolare a Natale,


sotto l’albero di cuccagna a racimolare l’estate.


laggiù ho visto ballare i giganti e le donne in raso


con le mani di creta e argilla sulla pelle di capra,


ho baciato Idrusa e le sue vesti di cotone netto,

cavalcato con Doruntina sulla selva dei titani,

vissuto il sogno chiuso nel cappello del poeta,

lavato i ricordi nell’incanto di un porto selvaggio.


ed io dovrei partire, per giungere dove?


ridatemi quel ritmo in battere e levare del geco,


quel vento largo di grecale che accarezza i figli,


gli accenti rosso sangue della cresta di gallo


ed una foglia di fico dall’albero di mio padre,


prima che sia buio, prima che dimentichi la strada…

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...salentino e poco altro...
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2 risposte a …ridatemi un tempo…

  1. Adriana Scanferla ha detto:

    Poeti così non nascono tutti i giorni…

    • in effetti Adriana .. forse si può poetare su tutto, ma quando un folio di carta e la cresta di un gallo diventano epica si entra in una dimensione che impone di imparare a nuotare per attraversare in volo i mari dell’avventura mitica perché realistica e reale.

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